La consulenza filosofica in azienda: i tempi sono maturi?

Mercoledì  3 maggio scorso si è svolta una stimolante riflessione sulle opportunità ed il ruolo che la consulenza e le pratiche filosofiche possono giocare in azienda.

La  Pontificia Università Antonianum, in collaborazione con l’Iface, ha organizzato una conferenza pubblica sul tema: “La consulenza filosofica. La pratica filosofica nella realtà contemporanea: quotidianità e mondo del lavoro.

I relatori hanno presentato le loro esperienze professionali…

di applicazione della consulenza filosofica nell’ambito della gestione delle risorse umane e nell’ambito del marketing.

È  emerso, con tanto di prove provate, che il consulente filosofico e la consulenza filosofica possono fare la differenza nella gestione delle dinamiche interne al mondo del lavoro: il consulente filosofico possiede quelle competenze per arrivare là dove le competenze tecniche e specifiche proprie delle figure professionali aziendali  non riescono ad arrivare.

Il consulente filosofico può intervenire nelle molteplici situazioni aziendali, dalle dinamiche relazionali interne, allo sviluppo di strategie di marketing, alla gestione del lavoro in team e per obiettivi, con il compito di chiarificare la  visione del mondo aziendale, di presentare nuovi approcci per la risoluzione dei problemi, di apportare una prospettiva innovativa nella gestione delle strategie aziendali, grazie alla propria peculiare inclinazione ad analizzare la realtà danzando tra il particolare e l’universale.

Il consulente filosofico è colui che sa cogliere le differenze nella visione identitaria dell’azienda e sa sfruttarle, per condurre l’azienda ad una crescita consapevole e sostenibile.

Cosa deve fare quindi il consulente filosofico in azienda? Qual è il suo ruolo?

Il  consulente filosofico può educare – nel senso originario latino, “ex-ducere”, condurre fuori – le professionalità aziendali  ad uno sguardo complessivo ed esaustivo sul mondo nel quale l’azienda è immersa ed opera, ampliando le loro mappe cognitive, facendoli uscire dagli schemi mentali classici per cogliere l’opportunità là dove si nota solo la minaccia, il risultato là dove si scorge solo la fatica, l’orizzonte  là dove si sente solo la rassegnazione.

Il periodo di crisi che stiamo vivendo spinge le aziende continuamente a cercare soluzioni innovative per comprendere il mercato ed accrescere le loro performance: il consulente filosofico è quella figura professionale che racchiude in sé le potenzialità che le aziende cercano.

È però necessario che il consulente filosofico entri in azienda adeguandosi al linguaggio aziendale ed utilizzando la filosofia come una cassetta degli attrezzi per risolvere i problemi che l’azienda gli pone.

D’altro canto, forse, è giunta anche l’ora di un riconoscimento universitario della figura professionale del Consulente Filosofico che ne attesti la preparazione e le competenze, così da tutelare le aziende dall’improvvisazione tanto diffusa oggi.

I tempi sono maturi, voi cosa ne pensate?

Daniela Corvi

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