Nuove forme di esistenza trovate. L’antropologia tra transumanesimo ed esistenzialismo. 6 giugno 2019

L’Istituto di Scienze Umane ed Esistenziali e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, presso la sede di quest’ultimo in via Monte di Dio 14, Napoli, organizzano il 6 giugno alle ore 15.00 un incontro tra esistenze antiche e future nella riflessione filosofica.

Presentato da Nino Daniele, assessore alla cultura del comune di Napoli e introdotto da Gianfranco Bufardi, presidente I.S.U.E., il dialogo sullo spazio esistentivo di un futuribile transumanesimo intercorrerà tra il pensiero filosofico esistenziale, rappresentato magistralmente dal Prof. Aldo Masulo, e la trasformazione prossima ventura del singolo, interpretato da un gruppo di giovani professionisti esperti che, in tavola rotonda, racconteranno brevemente quale sarà il futuro nel proprio campo di competenza.

La filosofia flirta con il futuro,lo corteggia,a volte lo allontana sdegnosa; di fatto evolve con esso,assecondandolo certo, ma anche indirizzandolo, in un continuo gioco di“ricalco e guida”.

Al pensiero filosofico è affidato il compito di prevedere,di individuare le priorità dello sviluppo sociale,politico, speculativo e con esso la trasformazione del mondo dell’esistenza umana così come contemporaneamente si va trasformando e cangiando la presenza dell’uomo nel mondo.

ll Prof. Masulo sarà presentato da Oreste Trabuco, docente di filosofia moderna all’Università di Bergamo. Alla tavola rotonda interverranno: l’architetto, curatore Rosanna Moretti;gli psicologi Rosa Sgambato e Davide Palumbo; la pedagogista Valentina Tetamanti;il bioingegnere Luigi Fiorilo;i filosofi Luca Lo Sapio e Masirè Bufardi; la tavola rotonda sarà coordinata da AnnaDesiato,psicologa della S.P.Es.,e ClaudioBonito,filosofo e neoumanista.

Come cambieranno il senso di identità,l’appartenenza,la spiritualità,le relazioni sociali, la sensazione di sicurezza/insicurezza, la fruibilità del mondo negli anni a venire? Ovviamente,tutte domande: il compito di riformularle sarà affidato a Ferdinando Brancaleone e Fernando Boscaino che concludono il seminario.

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